giovedì 27 febbraio 2014

Karmamoi

KARMAMOI – Odd Trip
Crisalide Music/ G.T. & Music Distribution
Genere: Psichedelic Prog
Supporto: cd – 2013



Roma è stata da anni il trampolino di lancio di un genere prettamente di nicchia, lo Psichedelico che strizza l’occhio al Prog. E’ accaduto per i Porcupine Tree, per i nostrani No Sound e mi auguro che questo accada anche per i capitolini Karmamoi. Il quintetto composto da Serena Ciacci (voce), Daniele Giovannoni (batteria), Fabio Tempesta (chitarra), Alex Massari (chitarra) e da Alessandro Cefalì (basso) con “Odd Tip” intraprende un viaggio interstellare. Si formano nel 2008 da un idea del batterista Giovannoni e della cantante Serena Ciacci. Dopo un singolo dal nome “Venere”, registrato nel 2009, è la volta del debutto “Karmamoi” nell’anno 2011. Il 2012 lo vivono come un anno transitivo, congiunto solamente da un ep intitolato “Entre Chien Et Loup”. Con “Odd Trip” danno una svolta stilistica, avvicinando il sound al Prog e tentando la strada del cantato in inglese. La confezione cartonata, rappresenta la visuale da un pianeta arido, probabilmente un satellite di Giove, vista la vicinanza con il pianeta gassoso.
Dodici le tracce, ad iniziare dall’introduttiva  “Oxigen (Interlude1)” , per una durata totale di cinquanta minuti di musica. La voce di Serena Ciacci  si esibisce fra sonorità Hard con sottofondi Psichedelici. Ritmiche degne di nota, spezzate, affiatate e precise rendono l’ascolto costantemente interessante. La formula canzone è comunque in prima linea, la melodia resta sempre in primo piano, malgrado i Karmamoi vadano a parare in territori astrusi. Esempio ne è “Labyrinth”, dove il concetto si divide in due, una parte melodica e la seconda più tecnica, quella strumentale. Ci si addentra in una sorta di New Prog nella semi ballata “If I Think Of The Sea”, sicuramente uno dei momenti più toccanti dell’intero lavoro.
Facile accostare certe soluzioni a quelle della band di Steven Wilson (Porcupine Tree), ma probabilmente il paragone non è del tutto giustificato, in quanto nel suono riscontro anche la nostrana mediterraneità. Anche nei frangenti più “scuri” si denotano raggi di sole, tuttavia è innegabile una  presenza di Psichedelia decadente. Ottima la strumentale  “Samvega”, una licenza alla mente di poter dileguarsi in fantastici territori. Resta più anonima “Yours”, soltanto perché è circondata da deja vu sonori, anche se melodicamente ruffiana. Decisamente più nordica la title track ”Odd Trip”, dove l’enfasi interpretativa trova livelli più alti rispetto alla media degli ascolti sin ora avvenuti. Nella strumentale  “5+” si aleggia in piena Psichedelia  e nella discografia dei Porcupine Tree, brano che potrebbe benissimo risiedere nell’album “Signify”. Altra ballata è “Lost Days”, semplice e diretta, mentre a concludere c’è “Aria”, canzone nella norma senza infamia e ne lode. 

Quello che si estrae dall’ascolto di “Odd Trip” è semplicemente piacere, un disco che dimostra una crescita di personalità. Mutano, ma sono ancora un ibrido, probabilmente anche per i Karmamoi vale la legge del terzo disco, solitamente da questa regola non scritta ma funzionale, non si sfugge. Li si avrà il verdetto…o forse no? Intanto sono sicuro che voi amanti del genere avete già segnato il nome nel taccuino dei “preferiti”. Fatto bene. (MS)

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